| Negli ultimi 20 anni
- anni 80/90 - le motivazioni legate alla pratica di
attività sportive e psicomotorie si sono sensibilmente
modificate. Siamo passati attraverso diverse concezioni
: da concetti di ginnastica di mantenimento, ginnastica
pree-sciistica, e ginnastica con i pesi - concetti vecchi
ormai di diversi anni - ai concetti di fitness, welness,
cardio/fitness, spinning, sculturing ,...ecc...
Sono state affinate e studiate metodologie e tecniche
di allenamento insieme ad apparecchiature elettroniche
(cardio-frequenzimetro, elettrostimolatore ecc…),
utilizzabili da tutti senza particolari addestramenti,
per ottimizzare la prestazione atletica e tendere ad
un miglioramento del benessere psicofisico.
Da motivazioni prevalentemente di tipo ludico ed estetico
siamo passati a motivazioni più "elevate",
alla ricerca di un benessere generale della persona
come azione preventiva, ed in certi casi terapeutica
di possibili patologie psicofisiche.
Lo sport ha pertanto assunto in questi ultimi anni un
significato anche socio-sanitario con inevitabili evoluzioni
nelle singole realtà di gestione sportiva.
Questa nuova situazione, che sta continuando ad evolversi,
ha richiesto e richiede operatori sempre più
preparati ed aggiornati.
Questi cambiamenti, che si sono diffusi in modi e livelli
diversi in quasi tutte le realtà e discipline
sportive, hanno inevitabilmente modificato le motivazioni
di chi pratica attività sportive.
Mentre le motivazioni sono cambiate, le modalità
di gestione, organizzative, relazionali dei dirigenti
sportivi delle varie associazioni sono state raramente
modificate.
Mentre il tecnico, l'allenatore ed il preparatore atletico
spesso hanno recepito l'evolversi della situazione,
aggiornandosi, il dirigente sportivo ha continuato,
nella maggior parte dei casi, ad ispirarsi a modelli
ormai superati.
La difficoltà del dirigente sportivo a mettersi
in discussione a rivedere il proprio ruolo all'interno
della società sportiva, credo una delle principali
cause della mancanza di ricambio dei dirigenti sportivi
e della difficoltà a trasmettere ai giovani l'esperienza
e le peculiarità del gestire una associazione
sportiva.
Si pensa di solito ad una formazione dei dirigenti sportivi
solo dal punto di vista "tecnico" (amministrativo/organizzativo),
raramente si pensa ad una formazione "permanente"
come valorizzazione del ruolo educativo e della crescita
personale.
Il dirigente sportivo dovrebbe, alla soglia del terzo
millennio, rivoltare il suo ruolo: riscoprirsi e valorizzarsi
come gestore dei gruppi, delle risorse umane all'interno
del sistema squadra, diventare facilitatore dei rapporti
fra i vari componenti ed interlocutori della società
sportiva.
Deve sapersi attrezzare per:
- ACCETTARE E RICONOSCERE IL CAMBIAMENTO;
- ESSERE IN GRADO DI FISSARE INSIEME CON GLI ALTRI COMPONENTI
LA SQUADRA, OBIETTIVI A BREVE, MEDIO E LUNGO PERIODO;
- SAPER COMUNICARE CON TUTTI GLI INTERLOCUTORI DELLA
SQUADRA;
- VERIFICARE PERIODICAMENTE L'EFFICACIA DELLA PROPRIA
ATTIVITA'.
Per informazioni:
A.R.I.E.T.E. Servizi Formativi
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