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Data: Giovedì 11 maggio 2006

ALLENAMENTO EMOTIVO Esperienze a confronto - Tecniche di rilassamento - Espressione creativa


ALLENAMENTO EMOTIVO

Esperienze a confronto - Tecniche di rilassamento - Espressione creativa.
Per imparare a riconoscere le proprie emozioni, quelle degli altri e a gestire meglio i rapporti interpersonali.

Allenamento emotivo. Cosa significa questo titolo?
“Allenamento” è una parola usata soprattutto nello sport. Ci si “allena” per migliorare la propria prestazione, per spostare i propri limiti. Ma, anche se non viene usato questo termine, di fatto, noi tutti siamo in continuo allenamento per apprendere: andiamo a scuola per imparare cose che ancora non sappiamo, lavoriamo, ma dobbiamo continuare ad imparare quel mestiere, e, se cambiamo lavoro, dobbiamo, in gran parte, ricominciare da capo.
Tutto questo, ognuno di noi lo dà per scontato, per assodato.
Quando invece non si tratta di scuola, di lavoro, di sport ….ma della nostra vita privata: dei rapporti familiari, interpersonali, con noi stessi, tutto questo non è più dato per scontato.
In queste aree della nostra vita – così essenziali per ognuno di noi – diamo per scontato che nasciamo “imparati”.
Diamo per scontato: basta mettere al mondo dei figli – a livello biologico – per saper fare i genitori; che se non abbiamo dei buoni rapporti interpersonali è colpa degli altri – e se stiamo male con noi stessi (depressione, attacchi di panico, stress, malattie fisiche,… ecc….) noi non c’entriamo: è qualcosa a livello del cervello o del corpo che si è inceppato e allora, ricorriamo – tramite le varie specializzazioni mediche – a farmaci e/o interventi di vario genere, per i quali noi demandiamo la completa responsabilità a qualcun altro.
E’ difficile, a volte doloroso, accettare, riconoscere, che nessuno di noi nasce “imparato” su nulla e tantomeno sul “saper vivere”.
“Vivere” si impara, come tutte le cose, strada facendo.
“Vivere” si impara “vivendo”, con la curiosità di capire, di apprendere da quelli che noi chiamiamo erroneamente “errori” e per i quali ci sentiamo quasi sempre in colpa.
“Vivere” si impara “camminando lungo la vita” passo dopo passo, aprendo giorno dopo giorno nuovi sentieri.
Che cosa fare dunque?
Riconoscere, accettare, che ora come ora, pochi essere umani hanno dimostrato, nel corso della storia umana, di aver capito e, di conseguenza, applicato alla loro vita la vera conoscenza di come funzioniamo noi esseri umani, e di chi siamo veramente, rendendo testimonianza a noi tutti di quali sono le nostre potenzialità e le nostre possibilità di vivere una vita di benessere, di gioia, di pace, di completa realizzazione di sè stessi.
Se riconosciamo e accettiamo che non siamo nati “imparati”, ci apriremo alla ricerca di come fare, cosa fare, quando, dove, ed eventualmente con chi incominciare.
Ogni essere umano sperimenta se stesso attraverso sensazioni, emozioni/sentimenti, pensieri/immagini, di cui in gran parte non si rende conto in tempo reale.
Ciò significa che l’essere umano (che per semplificare possiamo considerare come un’ “unità corpo-mente) in gran parte della sua vita, delle sue giornate, non è consapevole di se stesso, ma per la maggior parte del tempo vive “in automatico”, anzi, in modo “meccanico”.
Mentre gli “automatismi” che derivano da un apprendimento (per es: guidare la macchina) ci permettono un risparmio di attenzione e di energia e quindi sono positivi, la maggior parte degli automatismi che ci derivano da “condizionamenti” sono uno spreco di tempo, di energia e soprattutto sono “atteggiamenti e risposte” non adeguate* da cui derivano:

*(ad es: “rapportarci” sempre allo stesso modo, anche se le situazioni e le persone cambiano; dare sempre le stesse risposte, provare sempre le stesse emozioni anche se “il mondo” attorno a noi è cambiato…eccc….)


insoddisfazione, depressione, stress, panico, malattie fisiche e tutto quello che ci rende la vita di “qualità” scadente.
Quindi:….allenamento,…allenamento,….allenamento….per incrementare la nostra consapevolezza, la coscienza di noi stessi. Stiamo diventando più sensibili e più attenti alle esigenze del nostro corpo: alimentazione, movimento, ecc… E questo è buono. Dobbiamo diventare più sensibili, più attenti anche alle altre componenti di noi stessi, alle nostre parti cosiddette “psicologiche”: le nostre emozioni, i nostri schemi mentali (il modo in cui noi pensiamo) e soprattutto a “chi siamo” veramente.
Come in ogni apprendimento, in ogni allenamento, ci vuole tempo e costanza (qualcuno la chiama “disciplina” da “disco” (latino) = imparo): un gradino alla volta si sale una scala, un passo alla volta si scala una montagna.
Viviamo in un tempo che tenta di abituarci, illusoriamente, al “tutto e subito”.
Ciò è molto ingannevole e controproducente ai fini di una vita di “qualità”. Il tempo è vita.
Più trascorriamo le nostre giornate in modo “meccanico”, meno siamo “presenti”……meno siamo “vivi”. Più viviamo una vita da robot, una vita magari “piena di tante cose”, una vita di “quantità”….. più viviamo una vita di qualità scadente.

Questa la lunga premessa. Spero di avervi incuriosito.

Ora entriamo in azione (dal greco “en ergon” : energia): impariamo ad usare la nostra energia in un altro modo, in modo migliore, più creativo.
Negli incontri serali, a cadenza settimanale ( e negli incontri mensili, di una giornata, più intensivi), impariamo a contattare il nostro corpo fisico: attraverso l’attenzione sul respiro, sulle tensioni muscolari , ecc.. e poi a contattare la nostra componente emozionale: riconoscere, accettare, non negare o reprimere le nostre emozioni, ma imparare a gestirle e a viverle in modo ottimale, e a cercare di capire davvero “chi siamo”.
E poi “snidare” i nostri “condizionamenti”, i nostri schemi mentali che sono veramente lo “snodo” più importante da riconoscere, gestire, cambiare, se davvero vogliamo migliorare la nostra vita.
Nella nostra epoca, nella nostra cultura, la stragrande maggioranza degli esseri umani si identifica con le proprie idee, con le proprie opinioni, con le proprie convinzioni: tanto è vero che, se qualcuno ci critica per qualcosa a livello fisico ci rimaniamo male, ma poi ci passa abbastanza facilmente, ma se qualcuno ha da ridire su quello che noi pensiamo, noi siamo disposti a fare la guerra (vera o metaforica) pur di difendere il nostro modo di pensare, di vedere, di vivere la vita.

Gli incontri sono: di gruppo. Il gruppo è importante perché ci mette, forse per la prima volta, in condizione di condividere, di ascoltare, di essere ascoltati, senza essere giudicati.
Non è competizione: ognuno ha i suoi tempi, i suoi modi e le esperienze, pur così diverse di ognuno, diventano gradualmente patrimonio, ricchezza comune e di ognuno, in un clima di fiducia che gradualmente ed inevitabilmente aumenta e favorisce e conferma la voglia di crescere, di imparare, di cambiare.
La vita è una avventura affascinante, da vivere appieno fino all’ultimo respiro, con curiosità, intelligenza e creatività.

Angela M. Toschi
Psicologa, psicoterapeuta

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info@arieteweb.org



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Fonte: A.R.I.E.T.E.

Autore:
Franco Faggioli

E-mail: info@arieteweb.org





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Data: Domenica 7 maggio 2006

RIPRENDIAMO A PATTINARE CON A.R.I.E.T.E.


RIPRENDIAMO A PATTINARE CON A.R.I.E.T.E. SABATO 13 MAGGIO ALLE ORE 15 - Presso il Parco Bottonelli riprendono le lezioni di pattinaggio. L'attività è rivolta ai ragazzi/e che frequentano la scuola elementare e medie e sarà seguita da Istruttrice UISP Pattinaggio. I pattini saranno disponibili in loco.



Fonte: A.R.I.E.T.E.

Autore:
Franco Faggioli

E-mail: info@arieteweb.org





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Data: Domenica 30 aprile 2006

XVI CONGRESSO NAZIONALE AIPS ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOLOGIA DELLO SPORT


XVI CONGRESSO NAZIONALE AIPS
ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOLOGIA DELLO SPORT
FIRENZE 5 – 6 – 7 MAGGIO 2006
“DENTRO LO SPORT – CRESCITA E SVILUPPO DI UNA PREFESSIONE”



“DENTRO LO SPORT. Crescita e sviluppo di una professione”, è il tema del XVI Congresso dell’Associazione Italiana di Psicologia dello Sport in programma il prossimo fine settimana 5-6-7 maggio a Firenze presso l’Hotel Albani.Verranno affrontati ed approfonditi argomenti come “Attività motoria, sport e disabilità”, “Formazione in psicologia dello sport: un filo diretto fra sport, scienze motorie e management”,“Sport, benessere e qualità della vita”, “Management nello sport”, “Sport ad alto livello: la preparazione mentale” .Saranno presenti i maggiori docenti e ricercatori in Psicologia dello Sport, tra cui particolarmente significativa la presenza di Roland Seiler Presidente della Associazione Europea di Psicologia dello Sport.Per informazioni: www.vertici.com/aips



Fonte: A.R.I.E.T.E.

Autore:
Franco Faggioli

E-mail: segreteria@vertici.com





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Data: Martedì 28 marzo 2006

PERCORSI DI BENESSERE ALLA ROCCA DI MALFOLLE 22 – 23 – 24 – 25 APRILE , yoga, passeggiate, escursionismo


PERCORSI DI BENESSERE ALLA ROCCA DI MALFOLLE
22 – 23 – 24 – 25 APRILE , yoga, passeggiate, escursionismo storico ed ambientale, shiatsu e tecniche di rilassamento ……..un ponte del benessere
LA ROCCA DI MALFOLLE - Via Malfolle, 20 MARZABOTTO
A pochi chilometri da Bologna nella tranquillità dell’ Appennino dove ogni angolo e località è pieno di storia, di ricordi a volte belli e a volte meno belli, ma che spesso aiutano a staccare dalla frenesia della nostra vita quotidiana abbiamo pensato ad un “ponte di benessere”.
Da sabato 22 a martedì 24 aprile abbiamo pensato un percorso con momenti di riposo e benessere ed occasioni turistiche con visite a luoghi poco conosciuti dell’Appennino, momenti ricreativi e gastronomici. Percorsi da vivere come “occasioni” per stare insieme approfondendo argomenti che possano contribuire al nostro benessere e alla crescita personale.
Programma di massima
22/04 sabato - ore 15 - Inizio attività
- 15/18,30 YOGA DINAMICO
23/04 domenica
- 9/13 YOGA E AUTOMASSAGGIO SHIATSU – PASSEGGIATE NEL BOSCO
- 15/18,30 TECNICHE DI RILASSAMENTO
24/04 LUNEDI’
- ore 9,30/18 ESCURSIONE – VISITA TURISTICA
25/04 MARTEDI’
- ore 9/13 YOGA DINAMICO

E’ possibile il pernottamento in struttura ricettiva a breve distanza dalla sede delle attività.

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I docenti :
Gerri Marchese,
Si muove da circa vent’anni fra discipline naturali (specie Yoga e Shiatsu) e teatro (specie teatroterapia, comicoterapia e tecniche d’improvvisazione). Ha più volte approfondito lo Yoga anche in Oriente; inizialmente ha seguito lo Hatha Yoga metodo Shivananda giungendo poi al Kundalini Yoga e Kriya Yoga. Aderisce alla Federazione Yoga ed insegna presso l’Istituto Italo Indiano di Torino.

Angela M. Toschi

Psicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo psicosintetico, - Psicologo dello Sport. Conduce gruppi di psicoterapia e svolge attività di formazione adulti. Formazione in specializzazione di tecniche di rilassamento e visualizzazioni terapeutiche. Collabora con società sportive nell’ambito della formazione allenatori ed è componente dello staff dei formatori del CONI.




INFO 349 8152051 - 333 3706083

Preiscrizione on line entro il 10 aprile p.v.



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Fonte: A.R.I.E.T.E.

Autore:
Franco Faggioli

E-mail: info@arieteweb.org





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Data: Mercoledì 15 marzo 2006

INFO 349 8152051 - 333 3706083 Preiscrizione on line entro il 10 aprile p.v.


L’aspetto dinamico che caratterizza questo metodo, apparentemente in contrasto con l’idea che abbiamo dello Yoga, non solo non impedisce, ma costituisce la via privilegiata d’accesso a benefici che vanno oltre il benessere fisico.

Il metodo dello Yoga dinamico prevede tre serie di posture, dotate di finalità diverse; la prima serie, che maggiormente ci interessa, lavora efficacemente all’allineamento del corpo, correggendo ed eliminando le asimmetrie e le compensazioni che tutti inconsapevolmente mettiamo in atto nella nostra gestualità quotidiana.
TRAMITE LO Yoga dinamico SI VA INCONTRO AL CORPO FAVORENDO IL BENESSERE CHE DERIVA DALL’ IMPARARE UN PO’ ALLA VOLTA A SCIOGLIERE LE TENSIONI, LA STANCHEZZA E LO STRESS CHE LO APPESANTISCONO.
Questa modalità dello yoga ha la particolarità di legare in sequenze fluide le posture fisiche, la respirazione e la consapevolezza psicofisica di ogni persona in una esperienza di meditazione non statica, rafforzamento neuro-muscolare e riallineamento della postura.

Vengono assegnati dei semplici esercizi personalizzati a seconda del praticante ed eseguiti con un approccio simile alla ginnastica dolce e alla ginnastica antalgica adatti ad ogni età ed a ogni condizione fisica. Il docente: Gerri Marchese,

Si muove da circa vent’anni fra discipline naturali (specie Yoga e Shiatsu) e teatro (specie teatroterapia, comicoterapia e tecniche d’improvvisazione).
Dopo aver frequentato l’Accademia antoniana d’Arte drammatica si è avvicinato al metodo strasberg con Dominic De Fazio (docente Actor’s Studios), ha seguito numerosi corsi e seminari con vari maestri, tra i quali Dario Fo, Piera Degli Esposti, Pierre Byland ed altri… Rivolgendo con crescente attenzione l’utilizzo teatrale in chiave di “arteterapia” ed i n abbinamento alle filosofie ed arti orientali, specialmente lo yoga.
Lo yoga infatti è un ambito che ha più volte approfondito anche in Oriente; inizialmente ha seguito lo Hatha Yoga metodo Shivananda giungendo poi al Kundalini Yoga e Kriya Yoga. Aderisce alla Federazione Yoga ed insegna presso l’Istituto Italo Indiano di Torino.
Nel 2002 ha fondato il Ludos Teatro con il quale svolge attività di animazione teatrale, corsi di improvvisazione e laboratori teatrali indirizzati al riequilibrio psicofisico della persona ed al recupero dello spirito ludico. Per informazioni cell. 333 3706083



Fonte: A.R.I.E.T.E.

Autore:
Franco Faggioli

E-mail: info@arieteweb.org





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