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Le News di Ariete
Data: Mercoledì 29 ottobre 2003
Psicologia dello sport oggi, incontro a San Marino
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COMITATO OLIMPICO NAZIONALE SAMMARINESE ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICOLOGIA DELLO SPORT
PSICOLOGIA DELLO SPORT OGGI Stato attuale, settori operativi, tecniche di intervento
Organizzazione: Centro Marchigiano di Psicologia dello Sport Centro Studi e Ricerche in Psicologia dello Sport (Bologna)
Sabato 13 Dicembre 2003 Sala Conferenze C.O.N.S. MULTIEVENTI SPORT DOMUS Centro Sportivo di Serravalle Repubblica di San Marino
Obiettivi: Il Convegno intende puntualizzare lo stato attuale della psicologia dello sport in Italia, illustrando, con contributi teorici ed esperienze pratiche i settori operativi della disciplina, le tematiche più attuali e le principali tecniche di intervento.
Organizzazione a cura del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese in collaborazione con il Centro Marchigiano di Psicologia dello Sport
Data e Sede: Il Convegno si terrà presso la sede del C.O.N.S. (Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese) in Via Rancaglia 30 a Serravalle (Nuovo Palazzotto) nella mattinata di sabato 13 Dicembre 2003 dalle ore 8.30 alle 13.30 circa
Relatori: Gianfranco GRAMACCIONI – Centro Marchigiano Psicologia dello Sport, Senigallia Vincenzo PRUNELLI – Centro Piemontese di Psicologia dello Sport,Torino Barbara ROSSI – Centro Marchigiano di Psicologia dello Sport, Macerata Angela TOSCHI – Centro Studi e Ricerche in Psicologia dello Sport, Bologna Franco FAGGIOLI – Centro Studi e Ricerche in Psicologia dello Sport, Bologna Antonella LANARI – Centro Marchigiano Psicologia dello Sport, Senigallia Marco ESPOSTO – Centro Marchigiano Psicologia dello Sport, Senigallia
PSICOLOGIA DELLO SPORT OGGI
Programma: Ore 08.00 – 08.30 Registrazione dei partecipanti Ore 08.30 - 09.00 Presentazione dei Relatori e saluto delle autorità sportive Ore 09.00 - 09.30 G.F. Gramaccioni – Le basi della preparazione mentale dello sport Ore 09.30 - 10.00 B. Rossi – La relazione Allenatore-Atleta Ore 10.00 - 10.30 F. Faggioli – La formazione degli operatori sportivi Ore 10.30 - 11.00 Pausa lavori Ore 11.00 - 11.30 V. Prunelli - Dinamiche di gruppo e conflitti nello sport Ore 11.30 - 12.00 Discussione Ore 12.00 - 13.30 Gruppi esperienziali su tecniche di intervento in psicologia dello sport A cura di A.Lanari, A.Toschi e M. Esposto
Attestat:i Verranno rilasciati attestati di partecipazione a coloro che si saranno iscritti e avranno partecipato regolarmente al Convegno
Partecipazione: L’iscrizione e la partecipazione al convegno sono gratuiti. Ma è indispensabile comunicare la propria adesione (nome, disciplina e recapiti telefonici) alla segreteria organizzativa del convegno, entro e non oltre Lunedì 8 Dicembre 2003
Segreteria Organizzativa: Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese Via Rancaglia 30 – 47899 Serravalle Repubblica di San Marino Telefono 0549.88.56.00 – Fax 0549.88.56.51 - E-mail: cons@omniway.sm
Segreteria Scientifica: Centro Marchigiano di Psicologia dello Sport ( Senigallia) Centro Studi e Ricerche in Psicologia dello Sport (Bologna)
Fonte: CE.P.A.S.
Autore:
Franco Faggioli
E-mail: info@arieteweb.org
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Le News di Ariete
Data: Mercoledì 29 ottobre 2003
La formazione degli operatori sportivi - Abstract degli interventi
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A.R.I.E.T.E. - Associazione Ricercatori Idee Esperienze Tecniche Educative
“La Formazione degli operatori sportivi” Competenze ed esperienze
Sabato 25 ottobre 2003 Sala Convegni AIA c/o Stadio Comunale Ferrara
ABSTRACT
- Il pallone dice: “Io vi do il gioco, ma il divertimento non dipende che da voi” Gaetano Camillo ------------------------------------------------------------
Il pallone è uno strumento ……. lo sport è uno strumento…….. uno strumento utilizzato per giocare, per divertirsi. Il gioco, come sappiamo, è uno strumento educativo. Il bambino cresce e scopre il mondo attorno a sé attraverso il gioco. Man mano che il bambino diventa adolescente il gioco si arricchisce di regole e di relazioni con i coetanei e gli adulti. Il gioco si evolve in sport ed a volte richiede di affrontare situazioni interpersonali complesse. Attraverso lo sport l’adolescente può cogliere l’occasione di crescere ed avviarsi verso l’età adulta.
Da chi dipende lo svolgersi naturale di questo percorso ? Difficilmente dipende dal bambino stesso, spesso lui subisce le azioni degli adulti.
Chi stabilisce le tappe di questo percorso ? E’ inevitabile che siano gli adulti più vicini al bambino e all’adolescente a stabilire il percorso, a fare le scelte e a decidere cosa fare o non fare.
Quanto e come sono preparati ed attrezzati gli adulti: genitori, insegnanti, allenatori, dirigenti sportivi, ecc…, a tracciare tappa dopo tappa questo percorso di crescita educativa ?
E’ importante come sempre non generalizzare, ma crediamo che qualcosa di più si possa fare.
La famiglia, la scuola, il gruppo sportivo sono i luoghi dove l’Uomo passa la prima parte della vita, e da questo periodo dipende la qualità di tutta la vita successiva e il percorso riprende ………… ………famiglia, scuola, gioco, sport………..
Organizzazioni ed istituzioni sportive, mass media ed amministrazioni pubbliche si stanno domandando molti perché sullo sport – perché l’abbandono precoce, perché la violenza, perché il doping ? – noi oggi non vogliamo domandarci nessun perché, vogliamo invece dare un contributo attraverso le ricerche, gli studi e le esperienze di ogni relatore per migliorare la consapevolezza di ogni adulto e le competenze di ogni operatore sportivo.
Buona giornata.
Franco Faggioli Presidente A.RI.E.T.E. Segreteria Nazionale AIPS
La Psicologia dello Sport: ricerca, intervento e formazione Claudio Robazza Facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze Motorie, Università di Padova
La psicologia dello sport si occupa dello studio dei fattori mentali che contribuiscono al conseguimento della prestazione motoria e sportiva e, viceversa, degli effetti della prestazione su salute, benessere e sviluppo mentale della persona. La psicologia dello sport, come scienza multidisciplinare, comprende i seguenti ambiti di ricerca, intervento e formazione: a) attività motoria e sportiva giovanile (evoluzione cognitiva e affettiva, sviluppo del carattere e del senso morale, motivazioni alla pratica sportiva, fasi sensibili dello sviluppo delle capacità motorie e dell’apprendimento); b) dinamiche di gruppo (comunicazione, produttività, coesione, leadership, competizione e cooperazione); c) controllo motorio, apprendimento ed expertise (processi di controllo motorio, fasi e meccanismi dell’apprendimento, metodologie di insegnamento, comunicazione didattica, feedback, rinforzo); d) incremento della prestazione (peak performance, abilità mentali, abilità di coping, gestione dell’ansia e delle emozioni, tecniche di intervento, strategie autoregolatorie); e) counseling (gestione dei problemi, controllo del dolore, recupero dagli infortuni, burnout, doping, disordini alimentari, conclusione della carriera sportiva); f) promozione della salute e del benessere psicofisico (prevenzione delle malattie, sviluppo e mantenimento di stili di vita sani, miglioramento della qualità della vita).
“La gestione delle risorse umane” Angela M. Toschi - Psicologo dello Sport Psicoterapeuta – Bologna
Di solito, quando si parla di “risorse umane” di una organizzazione, le “risorse umane” vengono definite come una somma di intelligenze diverse che operano per la realizzazione di obiettivi comuni. Per la verità, se si continua a parlare delle “risorse umane” in questo modo “si seleziona” solo una parte dell’intelligenza e “si tralascia” una parte importante, anzi fondamentale, della persona. La nostra cultura in gran parte ha ancora un’idea sbagliata/non corretta dell’intelligenza umana. Le “risorse umane” cioè ogni persona/ognuno di noi , è un insieme di Sensazioni, Emozioni/Sentimenti, e Pensieri/Immagini che, nel loro insieme, esprimono in modo più completo quella che definiamo “l’intelligenza umana”.
“L’importanza dell’intervento psicologico ed educativo nei settori giovanili” Veronica Vescovi - Psicologo dello Sport Settore Giovanile PARMA A.C.
Dopo alcuni anni di osservazione dell’ambiente calcistico in cui crescono i ragazzi-calciatori considerati da molti i “futuri campioni”, le dinamiche relazionali tra loro e l’ambiente, le loro difficoltà evolutive, l’emergere di problematiche specifiche, sono nate in me alcune ipotesi cerca lo sviluppo psicologico dei ragazzi. Da qui l’esigenza di trovare degli strumenti e delle modalità operative immediate che siano di supporto affinché si possa parlare di attenzione non solo rivolta alla crescita sportiva e atletica del “calciatore” ma soprattutto allo sviluppo psicologico e umano di ogni singolo ragazzo. Un’esperienza sul campo, potenzialità e limiti.
”Psicomotricità e calcio: un incontro possibile” Gianluca Ruggeri - Pedagogista dello Sport Allenatore Calcio Settore Giovanile – Bologna
L’idea di fondo di questa proposta nasce dalla convinzione, supportata da studi e verifiche “sul campo”, che l’attività di calcio praticata da bambini di età comprese tra i 6 e i 12 anni debba essere preparatoria al vero sport e, come tale, mirare essenzialmente alla formazione adeguata dello schema corporeo dell’individuo, attraverso la stimolazione dei prerequisiti strutturali e funzionali con attività pratiche mirate. Solo dopo questa conquista si è davvero pronti per un apprendimento specifico delle abilità fisiche, tecniche-tattiche e coordinative tipiche del calcio.
“Gli operatori sportivi di base: una missione sociale fra competenze e volontariato” Emiliano Brunetti - Management dello Sport Collaboratore Spal Calcio Ferrara
L’intervento si propone di condurre qualche riflessione in merito alla figura del volontario all’interno del sistema sportivo del nostro Paese, nel quale si è assistito, nell’ultimo decennio, ad uno sviluppo a due velocità fra una domanda sempre più fibrillante e dinamica rispetto ad un’offerta cristalizzata su di un modello obsoleto. Una delle ragioni del gap che si è generato da questa situazione di disequilibrio è stata causata dalla carenza di aggiornamento delle competenze e dalla ridotta professionalizzazione delle figure sportive. La stessa propensione alla formazione, soprattutto nel caso dei dirigenti sportivi, risulta ridottissima di fatto ci si scontra con l’incapacità di mettersi in discussione; da qui ne discende una percezione comune che tende erroneamente ad accostare la formazione ad un onere nel quale, solo di rado, viene evidenziata la componente di investimento. In un momento come quello attuale, nel quale le stesse organizzazioni sportive si trovano a doversi strutturare in organizzazioni multi-services allo scopo di assicurarsi una futura esistenza che non può prescindere da un corretto approccio mission-market, ci si accorge che il delicato passaggio viene ad essere guidato da figure volontarie alle quali non è più solo richiesta la componente motivazionale bensì una serie di capacità e competenza strategiche e gestionali. La nuova dimensione nella quale si confrontano le organizzazioni sportive necessiterà di un organismo mitigatore in grado di iniettare input concorrenziali senza però svilire la componente social del mercato, ci riferiamo agli enti locali sempre più propensi ad approcciarsi in maniera meritocratica rispetto ad un mercato che necessita di minimizzare le inefficienze ed i sovvenzionamenti a fondo perduto.
“La Psicologia nelle arti marziali: un aiuto sia nella pratica agonistica che amatoriale” Andrea Bontempi - Psicologo dello Sport Istruttore Arti Marziali - Ferrara
La formazione marziale è un cammino lungo e costante, che in un’altalena di improvvise accelerate e altrettanto rapidi rallentamenti, può durare anche tutta una vita. Le arti marziali insegnano a coordinare i gesti tra loro, a dare un significato alle proprie azioni, ogni gesto viene eseguito in un dato momento, in armonia col successivo, attraverso una danza coordinata perfettamente con la danza dell’altro. La formazione marziale deve consentire la crescita psicologica e fisica dell’individuo, utilizzando come strumento formativo il “movimento”. Ogni allievo, infatti, indipendentemente dal livello di competenza e dalle motivazioni e aspirazioni che lo hanno avvicinato alle arti marziali, può con l’allenamento psicocorporeo, migliorare le proprie qualità psicologiche come imparare a ridurre la tensione fisica e mentale, migliorare la consapevolezza di sé, migliorare la concentrazione, identificare la modalità concreta per utilizzare in pieno le proprie qualità e identificare le strategie più appropriate per gestire gli stati di stress. L’arte marziale ha inoltre tutte le carte in regole per proporsi come soluzione di sostegno a terapie già avviate per i casi più complessi, mentre potrebbe divenire una nuova soluzione, in alternativa alla terapia, nei casi di nevrosi meno gravi e sufficientemente adattati alla realtà.
“Un modello teorico sullo stress e il rischio di lesioni nello sport” Francesca Bergami - Psicologo Ferrara
La lesione è un fatto spesso inevitabile nella pratica di un’attività sportiva, soprattutto quando il livello competitivo è alto e quando vi sono delle pressioni esterne per il recupero in tempi brevi dell’atleta infortunato. Gli autori Andersen e Williams hanno messo in relazione lo stress con il maggior rischio di lesione attraverso un modello sviluppato nell’88. In seguito ad una lesione entrano in gioco delle reazioni psicologiche importanti, messe in evidenza da Kubler-Ross nel suo “modello del dolore” (1969). La riabilitazione dell’atleta dopo un infortunio è favorita da alcune caratteristiche di personalità e soprattutto dall’utilizzo di strategie di coping che aiutino a fronteggiare i disagi derivanti dall’infortunio stesso. Queste strategie comprendono: una buona comunicazione con l’atleta, il cambiamento cognitivo dell’atleta, la gestione del dolore e dello stress, l’imagery, il counseling e il supporto sociale.
Supporters:
Fonte: ARIETE
Autore:
ARIETE
E-mail: info@arieteweb.org
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Le News di Ariete
Data: Mercoledì 1 ottobre 2003
La Formazione degli operatori sportivi
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A.R.I.E.T.E. - Associazione Ricercatori Idee Esperienze Tecniche Educative In collaborazione con : Aips - Associazione Italiana Psicologia Dello Sport Con il patrocinio del Comune di Ferrara
Organizza:
Sabato 25 OTTOBRE 2003 dalle ore 9,30 alle 13 presso la Sala AIA - c/o Stadio Comunale - Via Ortigara, 25 - FERRARA si terra un'incontro previsto in formula di tavola rotonda su "La Formazione degli operatori sportivi - Competenze ed esperienze".
Agli operatori sportivi sono richieste sempre più spesso competenze specifiche per la gestione delle risorse umane, per la gestione e motivazione dei gruppi. Non sempre si comprende l’importanza di apprendere determinate competenze relazionali che possono facilitare la comunicazione e la coesione fra i componenti del gruppo sportivo. Con l’aiuto di professionisti impegnati in diverse realtà ed esperienze sportive vogliamo sollecitare un dibattito che possa portare alla consapevolezza dell’importanza della formazione nello sport. L’incontro previsto in formula di tavola rotonda è aperto a tutte le esperienze e contributi che possono approfondire gli argomenti in discussione.
Programma:
- Inizio lavori - ORE 9,30 - Saluto Autorità
Presentazione progetto e coordinamento interventi Franco Faggioli - Presidente A.R.I.E.T.E. Segreteria Nazionale AIPS
“La Psicologia dello Sport: ricerca, intervento e formazione” Claudio Robazza - Psicologo dello Sport Corso di L.S.M. Facoltà di Medicina Chir. Univ. PD Nazionale Italiana Rugby - Consigliere Naz.le AIPS
“La gestione delle risorse umane” Angela M. Toschi - Psicologo dello Sport Psicoterapeuta - Bologna
“L’importanza dell’intervento psicologico ed educativo nei settori giovanili” Veronica Vescovi - Psicologo dello Sport Settore Giovanile PARMA A.C.
Pausa dei lavori
”Psicomotricità e calcio: un incontro possibile” Gianluca Ruggeri - Pedagogista dello Sport Allenatore Calcio Settore Giovanile - Bologna
“Gli operatori sportivi di base: una missione sociale fra competenze e volontariato” Emiliano Brunetti - Management dello Sport Collaboratore Spal Calcio Ferrara
“La Psicologia nelle arti marziali: un aiuto sia nella pratica agonistica che amatoriale” Andrea Bontempi - Psicologo dello Sport Istruttore Arti Marziali - Ferrara
“Un modello teorico sullo stress e il rischio di lesioni nello sport” Francesca Bergami - Psicologo Ferrara
Risposte a quesiti e dibattito.
A conclusione dell’incontro: “Al dialèt e il tradizion frarési……” Letture di sport in “dialèt frarés” A cura di Floriana Guidetti
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Supporters:
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Le News di Ariete
Data: Sabato 27 settembre 2003
Master in Psicologia dello Sport
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SCUOLA SUPERIORE DI PSICOLOGIA DELLO SPORT con il patrocinio di: Associazione Italiana Psicologia dello Sport Dip.to Neuroscienze - Università di Perugia II modulo: Master in Psicologia dello Sport
Il Master è articolato in otto work-shop, ciascuno dei quali approfondisce un argomento specifico della Psico-logia dello Sport, nei suoi aspetti teorici e nelle sue funzioni applicative. Il Corso è strutturato in forma modulare e circolare: la modularità della struttura del corso consente, a chi non è interessato al conseguimento del diploma di Master, di partecipare solamente ai singoli seminari prescelti; la cir-colarità consente, a chi si iscrive in ritardo o a chi non può presenziare nel corso dell’anno a tutti gli incontri, di ot-tenere ugualmente il diploma, recuperando le assenze nel successivo anno accademico. Tutto questo per fornire, al di là dell’Attestato, la possibilità di ritrovarsi periodicamente in una sorta di formazione permanente dove sia possibile un aggiornamento continuo, un confronto, una supervisione.
Obiettivi: aggiornamento ed approfondimento delle più recenti acquisizioni ed applicazioni relativamente alle attuali modalità di intervento. Destinatari:psicologi, psichiatri, medici dello sport, laureati in Scienze Motorie, diplomati I.S.E.F, tecnici e dirigenti sportivi che già operano o intendono operare nei diversi campi di applicazione della Psicologia dello Sport (intervento, didatti-ca, ricerca). Organizzazione:otto work-shop, con cadenza mensile, sviluppantesi ognuno nell'arco di un weekend per un totale di 12 ore, durante i quali alla parte teorica si accompagna la verifica pratica personale delle specifiche modalità di intervento. I seminari si svolgeranno a Roma: il sabato dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 19.00; la domenica dalle 9.30 alle 13.30. Costi: la quota di partecipazione al “Master” è di € 1400,00 (per ogni seminario singolarmente è di € 200,00) e va versata in due rate: la 1ª, di € 800,00, al momento dell’iscrizione, la 2ª, di € 600,00, entro il 29-2-2004, oppure € 200,00 singo-larmente per ogni seminario cui si intende partecipare. Tutte le quote si intendono al netto di IVA e contrib. previd. Legge 103/96 e di iscrizione annuale obbligatoria all’AIPS. Iscrizione: inviare la scheda di iscrizione e la fotocopia del bollettino di versamento postale relativamente alla prima rata di partecipazione al Master o ad ogni seminario cui si intende partecipare, unitamente ad un breve curriculum personale. Attestati: al termine di ogni work-shop verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione. Diploma : a coloro che avranno frequentato tutti i work-shop, previo superamento di una prova di esame consistente nella discussione di una tesi sperimentale proposta da ogni corsista, verrà rilasciato un Diploma relativo all’ “11° Master in Psicologia dello Sport”.
Programma 1) 22-23 novembre 2003: Psicomotricità ed avviamento allo sport nell’età evolutiva (dr. C. Cappellini): presupposti teoretici; schema corporeo: strutturazione e ristrutturazione; prerequisiti funzionali e capacità coordinative generali e speciali; prematurismo e precocità sportiva
2) 13-14 dicembre 2003: Le basi del Mental Training (dr. C. Robazza): abilità mentali di base; rilassamento; mental rehearsal; self-talk; concentrazione
3) 17-18 gennaio 2004: La spinta motivazionale nella pratica sportiva (dr. C. Moiso): desiderio, volontà e dovere: possibili fonti della motivazione allo sport; "perché" lo faccio: auto- ed etero-determinazione nella scelta della pra-tica sportiva; la canalizzazione degli impulsi primari attraverso la pratica sportiva
4) 14-15 febbraio 2004: La “personalizzazione” della preparazione mentale dell’atleta (dr. C. Robazza): goal-setting; stress, arousal ed emozioni; performance profiling; emotional scaling
5) 20-21 marzo 2004: I “sistemi di convinzione” dell’atleta (dr.i G. Sacco e A. Tognetti): tecniche di ristrutturazio-ne cognitiva e imagery; self-talk; self instructional training; problem solving e decision making
6) 17-18 aprile 2004: Le “emozioni” dell’atleta (dr.i M. Benzi e S. Tamorri): emozioni, sensazioni, sentimenti e stati d'animo; ”conoscere” e “riconoscere“ le emozioni; gestione delle emozioni e prestazione
7) 15-16 maggio 2004: Le tecniche della Programmazione Neurolinguistica per l’atleta (dr. S. Crispino): “installa-zione” di strategie ed incremento della prestazione; “organizzazione” dei canali sensoriali; up-time e concentrazio-ne in gara: la trance e gli stati alterati di coscienza; tecniche di “rapport”
8) 19-20 giugno 2004: Lo sport come “impresa” (dr. P. De Marco): la società sportiva come impresa; elementi di marketing dello sport; strategie di comunicazione dell’“immagine”; gestione dei “clienti”
Direttore: prof. Stefano TAMORRI Coordinatore Didattico: dr. Manuela BENZI Segretario: dr. Diego POLANI
Fonte: AIPS
Autore:
Scuola Superiore di Psicologia dello Sport
E-mail: aipspr@libero.it
Link di approfondimento:
www.aipsweb.it
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Le News di Ariete
Data: Mercoledì 24 settembre 2003
Schema di regolamento di attuazione art. 90 - legge finanziaria 2003
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Il Consiglio dei Ministri del 19 settembre ha approvato lo schema di regolamento di attuazione dell’art. 90 della legge Finanziaria del 2003 messo a punto dal Ministero dei beni culturali. E’ necessario, però, ancora attendere l’entrata in vigore del provvedimento. La maggior parte delle disposizioni ripropone, sia pure con maggiori dettagli, i principi già previsti dal comma 18 del citato art. 90 che devono essere recepiti dagli statuti e dagli atti costitutivi delle società ed associazioni sportive. L’adeguamento alle previsioni del regolamento rappresenta, infatti, una condizione essenziale per ottenere il riconoscimento dello status di soggetto sportivo e, quindi, per ottenere l’applicazione delle agevolazioni fiscali previste per il settore. In sostanza, il legislatore riconosce come società ed associazioni sportive solo gli enti che recepiscano pienamente le indicazioni contenute nell’art. 90 e le disposizioni regolamentari ora previste. Tutte le società, esistenti al 31 dicembre 2002 dovranno adeguarsi alle regole entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Il regolamento ribadisce, innanzitutto, quanto già prescritto al punto 1) del comma 18 (art. 90). Nello statuto deve essere espressamente escluso ogni scopo di lucro. Inoltre, deve essere chiaramente specificato “l’obbligo di reinvestire gli utili interamente nella società o associazione sportiva per il perseguimento esclusivo dell’attività sportiva”. Gli statuti devono essere ispirati al principio di democrazia interna prevedendo specifiche modalità organizzative in proposito. Gli statuti e gli atti costitutivi dovranno prevedere la gratuità degli incarichi degli amministratori ed il fatto che gli stessi amministratori non possano ricoprire cariche sociali in altre società ed associazioni sportive. Si osservi come questa disposizione contenuta nel regolamento sia contrastante con quanto previsto dall’art. 90 della legge n. 289/2002. Infatti, mentre tale ultimo articolo prevede l’incompatibilità delle cariche solo nell’ambito di società operanti nella stessa disciplina sportiva, il regolamento afferma che l’ambito dell’incompatibilità sarà individuato successivamente. Si prevede, inoltre, che nell’oggetto sociale debba essere chiaramente specificata l’attività sportiva ed anche la devoluzione del patrimonio, in caso di scioglimento della società o associazione, ai fini sportivi, dedotto il capitale versato se si tratta di società. Un punto particolarmente rilevante è dato dalla “previsione dell’inclusione della finalità sportiva dilettantistica nella denominazione dell’ente”. Tale esigenza era già stata manifestata, in realtà, nel corpo dell’art. 90, tuttavia la ripetizione della stessa nel regolamento contribuisce ad eliminare i dubbi che potevano sorgere in proposito. Infatti, ci si chiedeva quali conseguenze potevano scaturire per quegli enti e società che non hanno tenuto conto di tale previsione sin dal 1° gennaio del 2003, e che non hanno specificato nella denominazione la finalità sportiva ed il carattere dilettantistico dell’attività. D’altra parte la legge n. 289/2002 è entrata in vigore sin dal 1° gennaio 2003, ed il comma 17 non contiene, a proposito di questa novità alcun rinvio alle disposizioni regolamentari. Sembrava, quindi, sia pure con tutte le difficoltà del caso, che le società e le associazioni sportive avessero dovuto tenere immediatamente in considerazione (sin dall’inizio del 2003) la disposizione riguardante la denominazione sociale. Questa preoccupazione è scomparsa definitivamente per effetto della norma transitoria (art. 6) contenuta nello stesso regolamento. E’ stato previsto quindi, che tutte le società ed associazioni già costituite al 31 dicembre 2002 abbiano 90 giorni di tempo dall’entrata in vigore delle disposizioni regolamentari per adeguare gli statuti e gli atti costitutivi alle indicazioni fornite con il D.P.R. in rassegna. Pertanto, sono fatte salve le agevolazioni fiscali di cui hanno fruito le associazioni pur non avendo ancora adeguato la denominazione dell’associazione ai requisiti indicati prima dalla legge e poi dal regolamento. Sono previsti 90 giorni per recepire la modifica. Non si comprende, però, come mai lo stesso termine di 90 giorni per adeguare gli statuti non sia stato concesso alle società e alle associazioni costituite dal 1° gennaio 2003. Questi soggetti, quando si sono costituiti, pur non dimenticando i contenuti dell’art. 90, i cui principi sono stati largamente recepiti dalle disposizioni regolamentari, non erano in grado di conoscere il regolamento che sarebbe stato approvato successivamente alla loro nascita. Pertanto, non è dato di capire come mai non è stato previsto un analogo termine di 90 giorni entro il quale gli statuti e atti costitutivi vanno adeguati se non sono del tutto conformi alle previsioni del regolamento. Lo statuto dovrà essere sottoposto all’approvazione del Coni secondo modalità e procedure che saranno stabilite con delibera dello stesso Coni. Inoltre, con ulteriore delibera, da adottare entro 90 giorni, saranno definiti i criteri e le modalità di riconoscimento a fini sportivi e di affiliazione. Il regolamento contribuisce anche a risolvere il problema rappresentato dai contributi pubblici che potevano essere erogati solo se le società erano iscritte in un apposito registro presso il Coni. In mancanza di tale registro è stata sospesa l’erogazione. Il regolamento, invece, ha sbloccato la situazione prevedendo chiaramente la possibilità di continuare a beneficiare della contribuzione, anche in mancanza del predetto registro, fin quando esso non sarà istituito presso il Coni come richiesto dalla stessa legge n. 289/2002. Si riporta, qui di seguito per intero, il testo del D.P.R. recante "attuazione dell'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in materia di società e associazioni sportive dilettantistiche", approvato dal Consiglio dei Ministri del 19 settembre 2003 e che ora passa al vaglio della Conferenza Stato-Regioni:
Articolo 1 - (Disposizioni generali). 1. Lo statuto delle società e della associazioni sportive dilettantistiche è ispirato al principio di democrazia interna nel rispetto dell'ordinamento generale e dell'ordinamento sportivo e si conforma alle norme e direttive del Comitato internazionale olimpico (CIO), del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), delle federazioni sportive internazionali, nonchè agli statuti e ai regolamenti delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI cui la società o associazione sportiva intende affiliarsi. 2. Le società o associazioni sportive dilettantistiche che intendono richiedere il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato o assumere la forma di società di capitali devono costituirsi per atto pubblico.
Articolo 2 - (Statuto e atto costitutivo). 1. Lo statuto e l'atto costitutivo, oltre ai contenuti previsti dal codice civile, devono indicare: a) la previsione dell'inclusione della finalità sportiva dilettantistica nella denominazione dell'ente; b) l'espressa esclusione di ogni scopo di lucro; c) l'obbligo di reinvestire gli utili interamente nella società o associazione sportiva per il perseguimento esclusivo dell'attività sportiva; d) le modalità organizzative rispettose del principio di democrazia interna; e) la specificazione nello scopo o nell'oggetto sociale dello svolgimento di attività sportive, con particolare riferimento all'organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l'attività didattica per l'avvio, l'aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive; f) la disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società o associazioni sportive nell'ambito da stabilirsi; g) la gratuità dell'incarico degli amministratori; h) la devoluzione del patrimonio, in caso di scioglimento della società o associazione sportiva, ai fini sportivi, dedotto il capitale versato se si tratta di società; i) l'obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI, nonchè agli statuti e ai regolamenti delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate o dell'ente di promozione sportiva cui la società o associazione intende affiliarsi.
Articolo 3 - (Approvazione e modifica dello statuto). 1. Lo statuto e le sue modifiche sono sottoposte all'approvazione del CONI secondo procedure e modalità stabilite con delibera del Consiglio Nazionale del CONI, trasmessa al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138.
Articolo 4 - (Affiliazione e riconoscimento a fini sportivi). 1. Le società e le associazioni sportive dilettantistiche sono riconosciute ai fini sportivi dal Coni, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242. Con deliberazione adottata dal Consiglio Nazionale del CONI entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono definiti i criteri e le modalità del riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. Tale deliberazione è trasmessa al ministero vigilante, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138. 2. Il CONI con apposita delibera, da trasmettere al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138, stabilisce i criteri generali riguardanti il riconoscimento, ai fini sportivi, degli enti di promozione sportiva su base regionale.
Articolo 5 - (Vigilanza). 1. Con deliberazione adottata dal Consiglio Nazionale del CONI entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, e trasmessa al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138, sono individuati i provvedimenti da adottare in caso di irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi infrazioni all'ordinamento sportivo.
Articolo 6 - (Norma transitoria). 1. Le società e le associazioni sportive costituite al 31 dicembre 2002 adeguano gli atti costitutivi e gli statuti entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento. 2. Fino alla data di istituzione presso il CONI del registro previsto dall'articolo 90, comma 20, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le associazioni e le società sportive dilettantistiche possono continuare a beneficiare dei contributi erogati dagli enti pubblici.
Articolo 7 - (Disposizioni finali). 1. Per quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni del codice civile e le disposizioni di attuazione del medesimo codice.
Fonte: FISCO SPORT, segnalato da: Studio di Consulenza Tributaria, Amministrativa e Societaria
Rag. Roberto Selci - Commercialista e Revisore Contabile
Autore:
Roberto Selci
E-mail: r.selci@saasrl.it
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